Ingegnere Biomedico: cosa fa e cosa studia

Vuoi lavorare nell’ambito medico-ingegneristico? Allora dai un’occhiata al nostro articolo “L’ingegnere biomedico: cosa fa e cosa studia”!

Negli ultimi tempi la tua mente non è stata attraversata dai quesiti “Chi siamo? Cosa facciamo? Dove andiamo?” ma da domande come “L’ingegnere biomedico cosa fa? Cosa studia? Dove lavora?”? Allora il responso è chiaro, ti interessa questa carriera professionale e vuoi sapere tutto al riguardo: soddisfa le tue curiosità leggendo la nostra guida!

 

Ingegnere biomedico: cosa fa

L’ingegnere biomedico applica delle competenze tecnico-ingegneristiche e medico-biologiche nella progettazione di:

  • biomateriali;
  • organi artificiali;
  • protesi;
  • apparecchiature biomediche e diagnostiche (macchine per la risonanza magnetica, robot chirurgici eccetera.)

Gli elementi elencati possono concorrere a migliorare tanto le vite di singoli individui quanto l’organizzazione di strutture sanitarie. Ad esempio, l’ingegnere biomedico può costruire delle protesi per persone disabili, oppure realizzare strumenti tecnologici per ospedali o cliniche, occupandosi in caso anche della loro gestione.

Per effettuare questi interventi, l’ingegnere svolge numerosi test e analisi approfondite. Una volta sicuro dell’efficacia raggiunta, arriva la parte applicativa che sfocia in seguito nella raccolta di pareri da parte degli utenti e dei professionisti del settore.

Di fatto, uno dei suoi compiti consiste nel diffondere le conoscenze acquisite all’interno della comunità scientifica, così da accrescere il sapere condiviso. In generale il lavoro di squadra non è una novità per questo tipo di ingegnere, dato che spesso collabora con figure appartenenti all’ambito sanitario, fisico o chimico.

E se oltre a “l’ingegnere biomedico: cosa fa?”, ti sei anche chiesto “l’ingegnere biomedico: cosa studia?”, non perderti il paragrafo qui sotto!

Ingegnere biomedico: cosa fa e cosa studia?

Nessuna sorpresa sull’iter accademico: di fatto l’ingegnere biomedico, per diventare tale, deve optare per una laurea triennale proprio in ingegneria biomedica. Solitamente questo percorso prevede un test d’ingresso selettivo, come il TOL, previsto dal Politecnico di Milano, o il TOLC – Test OnLine Cisia.

Il test ingegneria biomedica può rivelarsi un ostacolo impegnativo in grado di rallentare la realizzazione del tuo obiettivo. Se invece vuoi accorciare i tempi e accedere subito all’università, allora rivolgiti al corso di laurea online in Ingegneria Biomedica offerto da Unicusano, il quale contempla i seguenti requisiti di accesso:

  • un diploma di istruzione di scuola secondaria o un titolo equipollente se conseguito all’estero;
  • conoscenze attinenti all’ambito di riferimento.

Queste saranno verificate al momento dell’iscrizione, come previsto dal regolamento didattico. In caso di eventuale esito negativo della verifica, potrai comunque iscriverti; ti saranno solo assegnati dei debiti formativi da colmare con appositi corsi di potenziamento.

Oltre all’assenza di un test di sbarramento, perché conviene scegliere la laurea in ingegneria biomedica online? Innanzitutto il suo piano di studi tocca le stesse aree tematiche dei corsi di laurea frontali. Inoltre, dà modo di conseguire un titolo riconosciuto dal Miur così da accedere ai vari sbocchi lavorativi del settore, nonché all’Esame di Stato di Ingegneria.

Viste le similarità, osserviamo anche per cosa si contraddistingue un corso di laurea online: le parole chiave, in questo caso, sono indipendenza e flessibilità. Iscrivendoti a un’Università Telematica sei padrone del tuo tempo dato che decidi in quali momenti studiare e da quali dispositivi e luoghi puoi farlo. Senza contare che non devi spostarti per fare lunghe file nel traffico e poi all’università: hai tutta la vita accademica a portata di mano, ti basta allungarla sul mouse per seguire le lezioni, prenotarti agli esami o confrontarti con colleghi, docenti e tutor!

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Ingegneria biomedica piano di studi

Come abbiamo detto prima, ci sono aree disciplinari comuni a ogni piano di studi in Ingegneria Biomedica. Nello specifico, se opti per questo iter studierai materie anche differenti tra loro, in quanto appartenenti al campo meccanico, elettronico, biologico, fisico, chimico e biochimico.

Vediamo perciò gli esami di ingegneria biomedica che potresti incrociare sul tuo cammino:

Primo anno

  • Istituzioni di matematica;
  • Chimica generale;
  • Fisica;
  • Analisi;
  • Informatica.

Secondo anno

  • Elettrotecnica;
  • Elettronica;
  • Biochimica;
  • Bioingegneria;
  • Termodinamica applicata.

Terzo anno

  • Macchine e impianti ospedalieri;
  • Biomateriali e ingegneria tessutale;
  • Scienza e tecnologia dei materiali;
  • Tecnologie protesiche;
  • Bioinformatica.

Completano il quadro gli esami a scelta, i quali possono comprendere discipline inerenti alla geometria, la logistica e la statistica. Sarà importante anche l’insegnamento dell’inglese, dato che all’ingegnere può capitare di spostarsi per trasferte di lavoro o per conferenze all’estero.

Infine, chi si chiede “l’ingegnere biomedico: cosa fa?” avrà una risposta particolarmente concreta durante il terzo anno di studi, ovvero quando farà il tirocinio operativo in cui applicherà le conoscenze teoriche acquisite.

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Ingegneria biomedica: cosa fa e dove lavora

Dopo aver ottenuto la laurea triennale si aprono diverse strade: si possono proseguire gli studi con una magistrale in Ingegneria biomedica, oppure fare subito il proprio ingresso nel mondo professionale. Ma in quali settori?

Ad esempio, l’ingegnere ha comunque modo di restare all’università come ricercatore, attività che può svolgere anche all’interno di R&D (Centri di ricerca e sviluppo). Potrà impiegare, inoltre, le proprie competenze all’interno di laboratori, ospedali, strutture sanitarie pubbliche e private; qui assisterà il personale sanitario nella gestione e nella manutenzione dei dispositivi biomedicali.

Tra gli altri sbocchi lavorativi di ingegneria biomedica, figura anche la possibilità di lavorare nel ramo industriale: infatti il laureato potrà realizzare strumenti diagnostici e apparecchiature medicali per aziende del settore. Infine l’ingegnere biomedico deciderà se svolgere la professione come impiegato o come consulente indipendente.

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